Finasteride in TV

Aggiornato il 28/01/2026

Finnikola

Finasteride in TV reaction

Era da un po che non scrivevo un articolo, e anche il termine "reaction" poco si addice ad una persona non più giovanissima come me mentre è più in voga tra i giovani Youtubers. D'altronde, anche sentir parlare di Finasteride in TV addirittura in una trasmissione RAI è una cosa decisamente rara. A dire il vero non seguo nemmeno la trasmissione FarWest, però ha avuto un certo eco tra gli interessati al problema calvizie ed ho ricevuto diverse richieste di esprimere un parere.

Quindi mi sono guardato la puntata (che potete trovare nel canale Youtube ufficiale a questo link) e mi sono documentato.

La mia "reaction" alla puntata di FarWest (Rai3 – 26/10/2025)

Per quanto riguarda quello che penso riguardo gli effetti collaterali di Finasteride, la mia opinione la potete trovare nelle pagine che da anni sono in questo blog (e che ho provveduto ad aggiornare visto che da un po non le monitoravo).

Ma ora andiamo al nocciolo della questione 😊.

Perché questo articolo?

La puntata di FarWest andata in onda il 26/10/2025 presenta casi di effetti collaterali severi e persistenti anche dopo la sospensione di finasteride. È legittimo parlarne, ci mancherebbe, però è fuorviante farlo dando informazioni parziali. Anzi, vorrei quasi dire che si è cercato di enfatizzare gli effetti negativi... e anche qui con notizie incomplete.

Addirittura il titolo del servizio "I rischi non dichiarati del farmaco anticalvizie" è scorretto in quanto, come vedremo, si tratta di sides tutti ampiamente dichiarati.

Inoltre esprimendo i numeri in modo così "di parte", il rischio percepito esplode in maniera secondo me ingiustificata.

Effetti collaterali citati da FarWest

Le persone intervistate nel servizio accusavano soprattutto effetti sulla sfera sessuale (calo libido, disfunzione erettile, disturbi eiaculatori) oppure problemi di tipo ansioso-depressivo. Chi mi legge da tempo può confermare che io non ho mai negato l'esistenza di tali sides (d'altronde qualunque farmaco ne ha).

Oltretutto sono effetti collaterali che già da anni sono indicati nel bugiardino presente in ogni scatola del farmaco. Il punto è che nei grandi studi 1) Hagberg, K., Divan, H., Persson, R., Nickel, J. and Jick, S. (2016). Risk of erectile dysfunction associated with use of 5-α reductase inhibitors for benign prostatic hyperplasia or alopecia: population based studies using the Clinical Practice Research DatalinkBMJ, p.i4823. su finasteride 1 mg per AGA i sides compaiono tra l'1% e il 3% dei soggetti trattati, e percentuali appena più basse si verificano anche nel gruppo placebo. In genere tendono a ridursi nel tempo e la maggioranza dei casi si risolvono anche senza sospendere.
Come ho sempre sostenuto, la percezione che si ha online appare alterata rispetto agli studi. Questo perché il web amplifica gli outlier: cioè scrivono più spesso gli insoddisfatti mentre chi non ha problemi raramente si mette a scriverlo ai quattro venti.

Anche l’effetto nocebo (aspettarsi il problema → percepirlo di più) e l'auto suggestione su questo tema pesano tantissimo.
A mio modo di vedere l'importante è dare un'informazione completa e non puntare solo al catastrofismo dando informazioni parziali solo per alzare gli ascolti.

Sindrome post-finasteride (PFS) al 5%? Perché quel numero non regge

Nel servizio c'è anche l'intervista al dottor Roberto Cosimo Melcangi che in Italia è uno dei più noti studiosi ad aver preso a cuore la sindrome post-finasteride e capacità del farmaco di inibire alcuni neurosteroidi.

Quello che penso riguardo alla Sindrome post-finasteride lo potete leggere al link qui a sopra, però quello che non mi piaciuto nel servizio è quando il dottor Melcangi afferma la percentuale addirittura al 5% di soggetti che accuserebbero tale problema. Però, cercando tra anche tra i suoi studi, io non ne ho trovati che esprimano quelle percentuali.

In TV hanno citato percentuali secche senza spiegare su che base siano stimate. La realtà, secondo me, è più sfumata:

  • Certamente esistono studi che descrivono casi di sintomi persistenti dopo sospensione (sides che, come detto, sono indicati anche nel foglietto illustrativo).
  • Non esiste oggi un tasso di incidenza robusto e condiviso per la PFS.
  • Sparare un 5% come se fosse “la verità" è metodologicamente debole.

Gli studi del dottor Melcangi

Non nego che alcune persone possano sviluppare sides importanti, anche persistenti dopo la sospensione. Ma se si porta in TV un tema così serio, bisognerebbe dire che evidenze si hanno e quali limiti presentano.

Cercando gli studi del dottor Melcangi, ne ho trovati 2 e ne metto i link di seguito fornendo anche una breve sintesi e la mia interpretazione.

1) Neuroactive Steroid Levels are Modified in Cerebrospinal Fluid and Plasma of Post‐Finasteride Patients 2) Roberto Cosimo Melcangi, Donatella Caruso, Federico Abbiati, Silvia Giatti, Donato Calabrese, Fabrizio Piazza, Guido Cavaletti, Neuroactive Steroid Levels are Modified in Cerebrospinal Fluid and Plasma of Post‐Finasteride Patients Showing Persistent Sexual Side Effects and Anxious/Depressive SymptomatologyThe Journal of Sexual Medicine, Volume 10, Issue 10, October 2013, Pages 2598–2603, 

Studio del 2013 che dimostra alterazioni di neurosteroidi in 3 pazienti sintomatici vs 5 controlli. Segnale interessante, ma:

  • campione molto piccolo (3 casi)
  • selezione con questionario non validato che, citando integralmente lo studio,"was used as a method to systematically collect information on patients’ conditions and not as a validated tool to assess the features of postfinasteride syndrome"
  • disegno osservazionale senza baseline pre-finasteride

2) Patients treated for male pattern hair with finasteride show, after discontinuation of the drug, altered levels of neuroactive steroids in cerebrospinal fluid and plasma 3) Roberto Cosimo Melcangi, Daniele Santi,
Roberto Spezzano, Maria Grimoldi, Tommaso Tabacchi, Maria Letizia Fusco, Silvia Diviccaro, Silvia Giatti, Giuseppe Carrà, Donatella Caruso, Manuela Simoni, Guido Cavaletti, NEUROACTIVE STEROID LEVELS AND PSYCHIATRIC AND ANDROLOGICAL FEATURES IN POST FINASTERIDE PATIENTS., Journal of Steroid Biochemistry and Molecular
Biology http://dx.doi.org/10.1016/j.jsbmb.2017.04.003

Studio del 2017 in cui si confermano pattern alterati per alcuni ormoni e neurosteroidi (progesterone/DHP/THP, testosterone/estradiolo, DHT). Ma il campione resta piccolo (aumentato da 3 a 16 pazienti) e permangono i limiti sopra (selezione tramite questionari, assenza di baseline pre-finasteride).

In pratica per selezionare i (pochissimi) soggetti, hanno fatto compilare dei questionari dove era il soggetto stesso ad autodichiarare i suoi sintomi e loro stessi dicono che non è un metodo validato per determinare la presenza di PFS.

Ma di questo aspetto il servizio non mi sembra abbia parlato granché...

Depressione e rischio suicidario

Quando il dottor Melcangi nell'intervista afferma che finasteride "INDUCE" disturbi di carattere ansioso-depressivo, è un affermazione alquanto perentoria in quanto detto così sembra una cosa che si verifica con certezza.

Invece le linee guida di AIFA fin dal 2017 4) AIFA - Nota informativa su sicurezza farmaci contenenti finasteride 1 mg - 29 Novembre 2017 , invitano gli operatori sanitari a "monitorare attentamente i pazienti che assumono medicinali contenenti finasteride 1 mg e, in caso di sintomi di depressione e/o ideazione suicidaria, si raccomanda di far interrompere il trattamento stesso" e "avvisare i pazienti e coloro che li assistono di informare il medico prescrittore in caso di alterazione del comportamento o dell’umore".

Già dal 2019, se non erro, i foglietti illustrativi sono stati modificati con l'aggiunta di effetti collaterali relativi ad alterazioni comportamentali e dell'umore. Tuttavia, visto che "le evidenze a supporto di una relazione causale tra uso di finasteride 1 mg nell’alopecia e depressione erano piuttosto limitate" si è optato per aggiungere "depressione con frequenza non nota".

Inoltre AIFA specifica come ad oggi "il rapporto beneficio/rischio (b/r) dei medicinali contenenti finasteride rimane positivo".

Nel servizio di FarWest, c'è anche un punto che parla espressamente della ideazione suicidaria correlata all'uso di finasteride (soprattutto 1 mg per AGA) e mostrano un trafiletto del documento European Medicines Agency (EMA) del 8 Maggio 2025.

Il punto è che ne leggono meno di 2 righe per poi sentenziare "La finasteride può portare al suicidio, come affermano alcuni casi avvenuti in tutto il mondo..." e si fermano li....

Certamente il pezzo di documento mostrato è reale, però se si guarda il documento completo di EMA 5) EMA prot 142716/2025 - Misure per minimizzare il rischio di pensieri suicidari con i medicinali contenenti finasteride e dutasteride , si vede che sono state trascurate parti a mio avviso importanti.

In pratica si ha la conclusione di quanto iniziato con il documento del 2017 che abbiamo visto sopra e che potrei sitentizzare in breve nei seguenti punti chiave:

  • L’evento è riconosciuto, ma la frequenza non è stimabile con precisione (non nota).
  • Il rapporto benefici/rischi resta favorevole nelle indicazioni approvate.
  • Si consigliano quindi le seguenti linee guida: screening dell’umore, informazione equilibrata dei pazienti, e interruzione + contatto medico se compaiono ideazione suicidaria o peggioramenti marcati dell’umore.

Cos’è un anno-paziente?

In TV è stata omessa totalmente la parte del documento che fornisce i numeri delle segnalazioni su cui si sono basati. E, per chi non ha voglia di guardarsi il documento, ve lo dico io:

Si tratta di 313 casi su 270 milioni di anni-paziente. Attenzione, non intendono casi di suicidio ma 313 casi di ideazione suicidiaria

Si tratta di un tasso d’incidenza utile quando la durata d’uso varia e l’evento ricercato è raro:

  • 1 anno-paziente = una persona esposta per 1 anno (oppure 2 persone per 6 mesi ciascuna, ecc.).
  • Sommando il tempo di tutti gli utilizzatori ottieni i (milioni di) anni-paziente.

Esempio pratico:
313 casi su 270.000.000 anni-paziente” = ~1,16 casi per milione di anni-paziente
(= 0,116 per 100.000; 0,0116 per 10.000 anni-paziente).
Quindi se 1.000.000 di persone prendono il farmaco per 1 anno, ci si aspetta ~1,16 casi.
Che tradotto in termini percentuali significa lo 0.000116%

Detto in parole povere vuol dire che, se 1000000 di persone assumono finasteride per un anno, ci si aspetta lo 0.000116% NON di suicidi, bensì di persone che hanno pensato di togliersi la vita.

E tutto questo è li scritto in bella vista nel documento che la trasmissione televisiva ha utilizzato. Ma, probabilmente, non avrebbe fatto molto allarmismo approfondire quei numeri come ho fatto qui sopra e uscirsene con una frase tipo "tra le persone che assumono finasteride, solo lo 0.000116% ha pensato almeno una volta a togliersi la vita".

Meglio liquidare il tutto con un più sensazionalistico "La finasteride può indurre al suicidio" 😏.

Niente sides per chi assume 5 mg?

Interessante anche il fatto che la maggior parte di queste problematiche siano accusate quasi totalmente da chi assume 1 mg per il trattamento per alopecia androgenetica, mentre chi assume finasteride per ipertrofia prostatica benigna ad un dosaggio giornaliero di 5 volte superiore, sembra avere un'incidenza ancora inferiore (di quella già bassa che abbiamo visto).

Questo, oltre che nei documenti che vi ho allegato, è confermato anche dal Dottor Andrea Marliani, specializzato in tricologia che da decenni ha a che fare con pazienti affetti da alopecia androgenetica.

Sinceramente a me sembra assurdo come un farmaco che è noto sul web per provocare tutti questi effetti collaterali... li porti in gran parte a chi la usa a 1 mg per curare alopecia. Sarebbe logico che chi assume i 5 mg giornalieri per curare IPB avesse sides maggiori (o quanto meno uguali).

Anche la calvizie può deprimere

Questo lato della medaglia viene spesso dimenticato perché a certi individui la perdita dei capelli può causare problemi di carattere psicologico e certamente indurre insicurezza e anche depressione in persone predisposte.

Sicuramente in chi decide di curarsi (me compreso) c'è una difficoltà nell'accettarsi senza capelli. Quindi bisogna sempre valutare il male minore.

No al "Fai da te"

Invece concordo totalmente con la parte del servizio in cui si condanna la vendita senza ricetta o, peggio ancora, il mercato nero.

Da sempre ribadisco di evitare il fai da te e la necessità di farsi seguire da un medico specializzato in tricologia che potrà valutare personalmente ogni singolo caso e, magari, sarà proprio lui stesso a non prescrivere finasteride se ritiene che il paziente non sia una persona adatta all'utilizzo di tale farmaco.

Conclusioni

FarWest ricorda che gli eventi severi esistono, ma presenta il tema in modo da gonfiare la percezione del rischio probabilmente al fine di alzare gli ascolti. Però in questo modo si da un'informazione parziale e che crea allarmismo eccessivo.

I dati, letti anche dagli stessi documenti e studi citati dal servizio televisivo, dicono che, ad oggi, finasteride rimane una delle terapie più efficaci per l’AGA quando usata correttamente.
So che non è corretto prendere i casi personali come esempio generale, però come nella trasmissione FarWest hanno intervistato si e no 4 o 5 persone, allora potrei tranquillamente dire che io, finasteride la sto assumendo da 11 anni e, ad oggi, non accuso nessun effetto collaterale; per me è stata risolutiva nel recuperare e preservare i capelli.

Ovviamente il mio non è un invito all’imprudenza: è un invito a leggere i dati e a farsi seguire da medici competenti.

Alla prossima 😉

Bibliografia[+]

Finnikola

Fondatore di CalvizieHelp.it e ricercatore indipendente attivo nei forum di settore dal 2008. Paziente esperto con un percorso terapeutico documentato dal 2014 basato sui protocolli medici del Dott. Paolo Gigli (Medico Chirurgo, Dermatologo). Attraverso report fotografici e analisi delle terapie ufficiali, offre una testimonianza reale basata su un caso studio personale. Il blog ha scopo puramente informativo.

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