Il Diidrotestosterone (DHT) svolge importantissime funzioni nell’organismo maschile ma, purtroppo, è noto anche per essere la principale causa della calvizie maschile. Quindi su CalvizieHelp non poteva mancare un articolo che trattasse di questo ormone androgeno.

Cos’è il dht?

testosterone dhtNoto anche con il nome di androstanolone o stanolone, il diidrotestosterone è un ormone metabolita attivo del testosterone, ossia che ha origine da questo e grazie all’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi viene convertito appunto in DHT.

Viene prodotto nei testicoli, nella prostata e nei follicoli piliferi quindi puoi facilmente dedurre che sia un ormone presente soprattutto nei maschi.

In minima parte viene convertito anche nelle ghiandole surrenali.

E’ presente anche nelle donne seppur in misura decisamente minore.

A cosa serve?

Il didrotestosterone svolge innumerevoli funzioni nell’organismo maschile, ma si trova ad avere un ruolo basilare in determinate fasi della vita. Di seguito i vari processi in cui è coinvolto il DHT:

  • Differenziazione sessuale: durante la fase prenatale nell’utero materno è alla base della formazione dell’apparato riproduttivo maschile. Poi la sua importanza si fa nuovamente rilevante nella pubertà dove provoca la maturazione definitiva degli organi sessuali maschili e della prostata nonché la manifestazione dei caratteri sessuali secondari che distinguono i due sessi come la crescita di peli sul corpo e della barba, abbassamento del timbro di voce, maggior produzione sebacea, insomma tutte quelle caratteristiche fisiche che caratterizzano l’uomo rispetto alla donna.
  • Nell’adulto: è meno importante in quanto lo sviluppo sessuale è ormai completo, sebbene, in qualità di ormone androgeno, sia coinvolto nell’espressione della forza muscolare, dell’aggressività e nello stimolo del desiderio sessuale o libido.
  • Rapporto muscoli-grasso: un’altra prerogativa di tutti gli ormoni androgeni è che aiutano a mantenere un positivo rapporto tra massa muscolare e grasso.
  • Dht e cervello: il diidrotestosterone, o meglio il suo metabolita 3-alfa androstenediolo è un neurosteroide che interviene nella modulazione del neurotrasmettitore GABA utile nell’impedire agli impulsi eccitatori di propagarsi favorendo quindi uno stato di calma e tranquillità (fonte). Inoltre è dimostrato da questo studio come il diidrotestosterone regoli anche i livelli del recettore NMDA implicato nel processo di apprendimento e memorizzazioneA livello cerebrale la conversione del testosterone in diidrotestosterone avviene grazie all’isoforma di tipo 1 della 5-alfa reduttasi.

Quali sono i valori corretti?

I valori normali del dht variano a seconda che si parli di un maschio adulto, di un bambino o di una donna.

Maschi

DescrizioneEtàIntervallo di riferimento (pg/mL)

Sangue del cordone ombelicale

prenatale

<= 100

Post nascita

<= 6 mesi

<= 1200

Fase I (> 6 mesi e prepuberale)

7,1 anni

<= 50

Fase II

12,1 anni

<= 200

Fase III

13,6 anni

80-330

Stadio IV

15,1 anni

220-520

Stage V

18 anni

240-650

Fase VI

> 19 anni

112-955

 

Femmine

Descrizione

Età

Intervallo di riferimento (pg / mL)

Sangue del cordone ombelicale

prenatale

<= 50

Post nascita

<= 6 mesi

<= 1.200

Fase I (> 6 mesi e prepuberale)

7,1 anni

<= 50

Fase II

10,5 anni

<= 300

Fase III

11,6 anni

<= 300

Stadio IV

12,3 anni

<= 300

Stage V

<= 55 anni

<= 300

Fase VI

> 55 anni

<= 128

Fonte: https://www.mayomedicallaboratories.com/test-catalog/Clinical+and+Interpretive/81479

Al di fuori di questi range, sia in senso negativo che in senso positivo, possono insorgere alcuni effetti collaterali, che però sono diversi a seconda che si consideri la donna, l’uomo, il bambino dallo stadio prenatale fino al completamento dello sviluppo.

Il livello è comunque soggetto a frequenti variazioni su base circadiana durante l’arco della giornata ed una sua misurazione con le comuni analisi del sangue non sempre è attendibile in quanto i risultati ottenuti andrebbero sempre confrontati con la quantità di testosterone prodotta dall’individuo esaminato per avere un quadro preciso della situazione.

Dht basso: che problemi causa?

Nel caso di bassi valori o assenza totale del diidrotestosterone, i danni maggiori li ha certamente il bambino poiché se la carenza si verifica nel periodo fetale, si verificheranno problemi di pseudo ermafroditismo, ossia quando un individuo che geneticamente è maschio presenta anche accenni di organi sessuali femminili. Se vuoi approndire questo aspetto ti rimando al link sugli studi della dottoressa Imperato-McGinley  che già abbiamo affrontato in passato.

Se invece il problema si verifica durante l’infanzia e persiste durante la pubertà, si avrà una scarsa presenza di caratteristiche sessuali secondarie maschili e quindi poca barba e peluria, ridotto abbassamento del tono di voce, ecc…

Negli adulti possono verificarsi le sintomatologie relative alla deprivazione androgenica, che spaziano da ridotta libido e problemi erettili, a stanchezza e debolezza muscolare, per arrivare a sbalzi di umore e (in soggetti predisposti) anche a stati di depressione.

Però non è l’unico androgeno…

A livello generale possiamo dire che, in un uomo adulto, solo il 10% del testosterone viene convertito in diidrotestosterone. Quello che può variare è la sua maggior presenza in determinate zone.

Ad esempio i livelli nella prostata aumentano da 5 fino a 10 volte per via della maggior concentrazione di 5-alfa reduttasi. Lo stesso si può affermare, anche se in misura minore, per i follicoli piliferi anch’essi zona di produzione del DHT.

Quindi quando si parla  di deprivazione androgenica in generale, va specificato che riguarda appunto bassi livelli di TUTTI gli ormoni androgeni nell’organismo in quanto, fortunatamente, nel corpo umano non esiste solo il DHT.

Difatti se i livelli di testosterone e il suo rapporto con gli estrogeni (T/E) sono ottimali, in genere riducendo il diidrotestosterone non si accusa tale sintomatologia. Io ne sono un esempio dato che assumo finasteride da oltre 3 anni senza effetti collaterali e le mie analisi ormonali dimostrano infatti un ottimo rapporto T/E.

Invece nel caso di persone che per natura hanno valori bassi di testosterone e magari anche estrogeni medio alti, è possibile che una riduzione del DHT possa essere accusata in maniera maggiore dall’organismo.

Ecco perché consiglio sempre di farsi seguire da un medico, perché con gli ormoni non si scherza 😉

Eccesso di dht: cosa provoca?

Se, come abbiamo visto, una carenza di androgeni può essere fonte di problemi, d’altro canto livelli di diidrotestosterone oltre la norma possono provocare problematiche di altro tipo quali:

Acne

Considerata in passato solo un inestetismo, l’acne è attualmente riconosciuta come malattia.

Si manifesta soprattutto durante la pubertà e il dht è tra le cause principali per la sua capacità di sviluppare ed attivare le ghiandole sebacee

Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB)

E’ ormai fatto consolidato che il diidrotestosterone sia tra i fattori necessari affinché si sviluppi l’ipertrofia prostatica benigna.

Certo non è l’unica causa, ma il già citato studio della dottoressa Imperato-McGinley svolto negli anni 70 su una popolazione dominicana geneticamente priva di 5 alfa reduttasi ha dimostrato come questo soggetti non sviluppassero la patologia nemmeno in seguito alla somministrazione di testosterone esogeno quindi.

Apparve evidente dunque come il dht sia la causa scatenante principale.

Seborrea

Quando poco sopra abbiamo parlato di acne, abbiamo visto come l’androstanolone abbia la peculiarità di sviluppare le ghiandole sebacee e regolarne l’attività. Quindi è ovvio come un eccesso di tale ormone sia alla base della seborre che consiste in una eccessiva produzione di sebo la quale a sua volta crea eccessiva untuosità della pelle e, oltre agli ovvi problemi di tipo estetico, può portare ad infiammazione e dermatite seborroica.

Irsutismo

Tale patologia consiste in una eccessiva crescita di peli in aree del corpo tipicamente maschili come volto torace e schiena ed è generalmente causato da una stimolazione androgenica dei follicoli. Nella donna tale eccesso di androgeni è ancora più evidente poiché si verificano fenomeni di virilizzazione. Basti pensare alle campionesse di bodybuilding femminile che si dopano e presentano spiccate caratteristiche maschili.

Aggressività e desiderio sessuale elevati

Certo a parole questi effetti possono sembrare piacevoli e fonte di estrema sicurezza di se ma, quando è troppo, potrebbe essere fastidioso  🙂

E la Calvizie?

Hai visto che, volutamente, non ho citato la calvizie tra i problemi derivanti da un eccesso di dht. Questo perché, di fatto, chi soffre di alopecia androgenetica ha livelli di didrotestosterone nella norma come dimostrato in questo studio .

Il problema quindi non è la quantità, bensì il maggior numero di recettori androgeni nelle zone soggette alla calvizie maschile come dimostrato nello studio pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology.

Se non hai voglia di leggerti tutto il papiro in inglese, in sintesi il problema è dato dal livello molto più elevato di alfa 5 reduttasi e di recettori androgeni riscontrato nei follicoli delle zone soggette ad alopecia androgenetica rispetto ai follicoli occipitali delle persone esaminate.

Lo studio ha riscontrato circa il 30-40% in più di recettori nella parte superiore del capo di persone soggette alla calvizie e spiega il perché il dht è in grado di danneggiare maggiormente i follicoli in quelle zone. Questo fa capire inoltre il perché i capelli sulla nuca e ai alti delle orecchie non vengono intaccati dalla calvizie.

Insomma, la causa della calvizie non è il dht in se e per se perché lo abbiamo tutti quanti. Diciamo piuttosto che il tale ormone è un messaggero che, in individui predisposti, attiva un processo genetico che porta tra le altre cose alla miniaturizzazione dei bulbi piliferi in determinate zone del cuoio capelluto.

Una conferma dal bodybuilding

Spero mi perdonerai se ogni tanto tiro in ballo questo sport ma, oltre ad essere una mia passione, ha degli aspetti che ben si prestano a spiegare determinate dinamiche e problemi dovuti ad eccessi di ormoni androgeni.

Dopo quanto ho scritto potresti dirmi che moltissimi bodybuilders presentano problemi ai capelli e quindi passare alla facile conclusione che eccesso di androgeni è automaticamente uguale ad alopecia androgenetica.

Però se a causare la miniaturizzazione fossero solamente gli alti livelli di questo ormone, non si spiegherebbe come alcuni bodybuilder anche famosi e che assumono quantità di DHT e derivati decine di volte superiori ai livelli fisiologici, abbiano comunque chiome fluenti.

Semplicemente, chi non è geneticamente predisposto ad avere bulbi piliferi del cuoio capelluto con troppi recettori androgeni, non ha problemi di alopecia androgenetica nemmeno sparandosi litri di DHT (ovviamente avrà altri effetti collaterali ben più gravi)

Inibirlo è la strada giusta?

Abbiamo visto che il diidrotestosterone svolge rilevanti funzioni per il benessere del fisico maschile ma la sua importanza è maggiore nella fase prenatale e durante la pubertà. Negli adulti rimane comunque importante, però d’altro canto sembra essere coinvolto (in persone predisposte) nella comparsa di problemi che non si limitano solamente ai capelli, ma potrebbero portare all’iperplasia prostatica benigna o peggio al cancro alla prostata.

Ovviamente se stai bene e non hai problemi è insensato inibire il DHT. Se invece soffri di alopecia androgentica e non la accetti l’inibizione è, ad oggi, l’unico modo per tentare di bloccare la situazione e recuperare qualcosa.

Ovviamente nel caso tu abbia problemi più o meno gravi alla prostata reputo assolutamente doveroso tentare con l’inibizione del diidrotestosterone!

Ad ogni modo va precisato che, se si utilizza il farmaco finasteride, il DHT non viene inibito completamente ma al 60-70%. Quindi ne rimane sempre una certa quota in circolo.

Come inibire il diidrotestosterone

Qualora avessi deciso (assieme al tuo medico) di intraprendere la via dell’inibizione del diidrotestosterone, che sia per contrastare un problema prettamente estetico come la calvizie, oppure una questione più seria e fastidiosa come l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), le strade da seguire sono comunque molto simili e ne ho parlato in maniera approfondita in svariati articoli del sito.

Di seguito quindi troverai una rapida sintesi che ti rimanderà alle rispettive pagine di approfondimento presenti nel nostro sito, sempre se sei interessato ovviamente.

Farmaci

Si tratta sostanzialmente di inibitori della 5-alfa reduttasi e, come capirai già dal nome, bloccano l’enzima impedendo la conversione del testosterone in diidrotestosterone. Ad oggi i più efficaci sono:

  • Finasteride: va ad inibire solo l’isoforma 2 della 5-alfa reduttasi riducendo i livelli di DHT fino al 70%. E’ commercializzata con il nome di Propecia al dosaggio di 1 mg per il trattamento della calvizie, e come Proscar 5 mg per i problemi alla prostata (esistono anche farmaci generici equivalenti). Da notare il fatto che la 5-a-reduttasi di tipo 2 non è presente nel cervello e pertanto non coinvolge la regolazione dei neurosteroidi. Qualora volessi approfondire ti invito a leggere la nostra guida su Finasteride
  • Dutasteride: è più aggressiva in quanto va ad inibire entrambe le isoforme (1 e 2) di alfa 5 reduttasi abbattendo i livelli di dht fino al 90%. Gli effetti collaterali sono in genere più marcati rispetto a finasteride. La dutasteride viene commercializzata con il nome di Avodart e ad oggi NON è approvata in Italia per il trattameno dell’alopecia androgenetica.

Integratori

Sono prodotti derivanti per lo più da piante che, per loro natura, hanno proprietà di contrastare la formazione di dht. I principi attivi sono i seguenti:

  • Serenoa Repens: si tratta di una varietà di palma nana (saw palmetto) il cui frutto veniva storicamente utilizzato dai nativi americani per le sue proprietà anti infiammatorie e curative sull’apparato urinario maschile. Gli studi hanno rilevato che l’estratto oleoso estratto dai frutti è in grado di contrastare entrambe le isoforme di 5-alfa-reduttasi. Per approfondimenti leggi: Serenoa Repens: un alternativa a Finasteride?
  • Berberina: già nota in quanto è tra le sostanze naturali più efficaci nella sindrome metabolica, per la sua capacità di stabilizzazione della glicemia e per il controllo del colesterolo. Tuttavia questo studio dimostra come la berberina sia in grado di ridurre l’attività della 5-AR. Quindi di fatto ha prerogative di anti androgeno
  • Ajuga Reptans: nota anche come Bugola o erba di San Lorenzo i cui estratti sono utilizzati già dall’antichità per produrre medicinali atti a rallentare la caduta dei capelli, a riparare e proteggere il cuoio capelluto e a limitare l’acne giovanile. Il componente attivo principale è un fenilpropanoide chiamato Teupolioside e alla titolazione 50% studi in vitro hanno dimostrato attività antiandrogene. Sul mercato italiano esiste solo l’integratore Tricovel Giuliani che contiene Ajuga a quella concentrazione.

In linea di massima, tra i 3 integratori citati, la più accreditata per le sue proprietà antiandrogene rimane la serenoa anche perché ha molti più studi in tal senso alle spalle. Anche l’efficacia si è dimostrata superiore, però per chi non si fosse trovato bene col saw palmetto, gli altri 2 prodotti potrebbero essere delle alternative da considerare.

Alimenti

Ebbene si, hai letto bene… esistono anche dei cibi che fanno da anti dht naturale e costituiscono un’alternativa per tutti coloro che non possono (o non vogliono) prendere farmaci o integratori. Di seguito citiamo i più noti ed efficaci:

  • semi di zucca: sono molto ricchi in fitosteroli tra cui il beta-sitosterolo e sono fonte di acidi grassi essenziali come il linoleico, entrambi contenuti anche nella serenoa repens. Inoltre sono ricchi di zinco, minerale molto importante per la salute dei capelli. Si possono mangiare crudi o tostati.
  • olio di semi di zucca: presenta tutte le proprietà dei semi ma si può usare a crudo su insalate e zuppe come un normale olio.
  • olio di cocco: ha una composizione in acidi grassi molto simile a quella della serenoa che vede tra spiccare tra gli altri l’acido laurico, miristico, oleico e linoleico.

Gli alimenti sono un’ottima possibilità e possono essere reperito facilmente, però hanno senso solo se vi piacciono come gusto (personalmente adoro l’olio di cocco). In caso contrario tanto vale usare gli integratori.

Quanto è “potente” il dht?

Ti sarà senz’altro capitato di leggere che il dht è fino a 5 volte più potente del testosterone (addirittura alcuni testi si spingono fino a 10 volte ma direi che è un pò troppo ottimistico 😉 ). Questo dato non va preso alla lettera ma interpretato. Può essere spiegato con il rapporto anabolico/androgeno utilizzato per valutare l’efficacia terapeutica dei farmaci anabolizzanti che, ricordiamo, sono studiati e sviluppati prima di tutto per curare patologie vere e proprie e non per migliorare le prestazioni fisiche con il doping.

Tale rapporto consente di stabilire quanto gli ormoni esaminati abbiano peculiarità tendenti verso l’anabolismo (che sono positive e ricercate) e quanto invece abbiano caretteristiche di androgenicità che, come abbiamo visto, se troppo elevati possono creare importanti effetti collaterali.

Bene, dato come riferimento il testosterone che quindi ha rapporto 100/100, il DHT ha una affinità con i recettori androgeni fino a 5 volte superiore rispetto al testosterone stesso. Per quanto riguarda l’aspetto anabolico invece è di molto inferiore in quanto, a livello muscolare e scheletrico, il DHT viene deattivato dall’enzima 3-alfa-idrossisteroide-deidrogenasi (3a-HSD).

Quindi sarebbe più corretto dire che il diidrotestosterone è 5 volte più androgeno del testosterone.

Conclusione

Ok, abbiamo visto che il dht è importante… ma bisogna ricordare che nell’organismo c’è sempre, e in quantità assai maggiori, il testosterone il quale ha più capacità anaboliche (quindi relative allo sviluppo muscolare, sintesi proteica, ecc…) ed è comunque dotato di capacità androgena.

Purtroppo però, che ti piaccia o no, se soffri di calvizie la causa principale è proprio lui. Quindi, sebbene inibirlo possa portare a degli effetti collaterali, c’è poco da fare se vuoi porre rimedio.

Anzi, in tal caso il consiglio è sempre lo stesso: rivolgersi ad un dermatologo specializzato il prima possibile perché le terapie farmacologiche attuali possono fare ben poco quando vi trovate ad un grado elevato della scala Norwood… mentre mantenere o recuperare da una situazione poco compromessa è tranquillamente alla loro portata.

Ovviamente se sei tra coloro che accettano serenamente la caduta dei capelli, buon per te perché potrai lasciare che l’alopecia androgenetica faccia il suo corso e lasciare intatto il tuo profilo ormonale.

In fin dei conti è bene ricordare che la calvizie è solamente un problema di tipo estetico e si può benissimo vivere in perfetta salute senza i capelli.

Se hai delle domande o vuoi dirci il tuo parere, lascia pure un commento nell’apposito spazio a fondo pagina 😉



Lascia un Commento:

Share This