Sempre più spesso negli ultimi tempi si sente parlare di PRP per capelli. Il termine altro non è che l’abbreviazione di Plasma Ricco di Piastrine traduzione dall’inglese Platelet Rich Plasma. Si tratta di una sostanza, denominata anche gel piastrinico, ottenuta direttamente dal sangue dell’utilizzatore e il cui scopo è quello di essere iniettata direttamente in zone del corpo in cui si vuole stimolare la rigenerazione di un tessuto danneggiato.

il PRP vede i suoi maggiori campi di utilizzo nella cura di lesioni e patologie degenerative a carico di cartilagini e tendini. Spesso viene usato nella medicina sportiva per curare problemi muscolo tendinei in atleti professionisti e dilettanti. Non è quindi nato come un trattamento per la ricrescita dei capelli o anche per fermare la caduta, sebbene al giorno d’oggi venga spesso proposto a tale scopo.

In questo articolo cercheremo di spiegarti, nel modo più semplice, che cos’è il PRP in generale, valutare la sua efficacia seguendo l’orientamento scientifico attuale, ma soprattutto approfondiremo la sua utilità in tricologia soprattutto per contrastare l’alopecia androgenetica.

Che cos’è il PRP ?

PRP provetta

Come accennato sopra, il PRP (plasma ricco di piastrine) è un concentrato che si ottiene grazie ad apparecchiature specifiche che prevedono la centrifugazione del sangue autologo, ossia prelevato dallo stesso paziente che poi utilizzera il gel.

Questo processo di centrifuga dura circa 20 minuti e provoca la separazione dei vari elementi che costituiscono il sangue da cui si ottiene infine una soluzione di plasma ad alta concentrazione di piastrine.

Nel caso di applicazione sul cuoio capelluto, il sangue viene prelevato al paziente e preparato il giorno stesso del trattamento PRP. Ne bastano soli 20 ml, quindi un quantitativo piuttosto limitato. Una volta ottenuto il gel piastrinico, questo deve essere iniettato al paziente nel più breve tempo possibile.

PRP: perché le piastrine?

Gli studi 3 alla base del PRP, prendono spunto dal ruolo che le piastrine svolgono nella guarigione e rigenerazione dei tessuti cutanei e vascolari.

Si tratta infatti delle proteine deputate alla coagulazione del sangue. In pratica quando ti ferisci e sanguini, sono le piastrine a provocare la solidificazione del sangue e a bloccarne la fuoriuscita. E’ dimostrato inoltre come le piastrine siano in grado di provocare la liberazione di fattori di crescita come ad esempio:

  • PGDF (Platelet-Derived Growth Factor): è il fattore di crescita derivato dalle piastrine e provoca l’attivazione del sistema immunitario (macrofagi), stimola l’angiogenesi e la proliferazione dei fibroblasti e delle cellule ossee, infine attiva la sintesi di collagene
  • TGF β (Transforming Growth Factor-β): noto come fattore di crescita trasformante beta ed ha un ruolo importante nel controllare la proliferazione dei linfociti T (coinvolti nei processi di riparazione dei tessuti) e nella differenziazione cellulare. Inoltre svolge un azione di attenuazione infiammatoria e stimola la produzione di collagene da parte dei fibroblasti.
  • VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor): è implicato nell’angiogenesi, ossia la generazione di vasi sanguigni e nella riproduzione delle cellule endoteliali.
  • IGF-1 (Insulin-like Growth Factor-1): tradotto con Fattore di crescita insulino simile, aumenta la sintesi proteica ed è coinvolto nell’attivazione delle cellule satellite soprattutto a livello dell’apparato muscolo scheletrico favorendo la proliferazione cellulare e la riparazione dei danni.

Questi fattori di crescita possono quindi modulare l’infiammazione, avviare la risposta immunitaria e il processo di formazione di nuovi vasi sanguigni e riparazione delle cellule danneggiate.

Qual’è il concetto alla base del PRP?

Il razionale su cui si basano gli studi sul PRP poggia quindi sulla presunzione che l’iniezione di concentrato piastrinico, possa favorire l’avvio di tali processi rigenerativi nella zona interessata.

Modalità di applicazione del PRP

La soluzione a base di gel piastrinico, ottenuta come spiegato poco fa, viene applicata tramite iniezione direttamente nella zona interessata per mezzo di una comune siringa da insulina. Le iniezioni devono essere effettuate rigorosamente da personale medico specializzato affinché possano essere rispettate le normative di profilassi in modo da ridurre al minimo o rischi di infezione.

Il trattamento non si riduce ad una sola applicazione, ma in genere deve essere effettuato a cicli di 3 o 4 sedute da eseguirsi con cadenza mensile. Evitate quindi di rivolgervi a studi improvvisati o, peggio ancora, all’amico dell’amico del cugino il quale conosce uno che vi farà spendere poco. Dopo ogni seduta il paziente non viene trattenuto e può continuare la sua normale routine quotidiana.

Il PRP è doloroso?

PRP iniezione

Non lo ho provato personalmente, ma conosco persone che hanno fatto il trattamento e mi hanno riferito un certo fastidio provocato dalle iniezioni ripetute nel cuoio capelluto.

Anche leggendo in rete appare evidente come, pur non trattandosi di un dolore insopportabile, fare il PRP per i capelli non sia proprio una passeggiata. Alcuni operatori infatti sono soliti applicare piccole dosi di anestetico per ridurre la sensazione di fastidio.

PRP e capelli: ci sono risultati?

Fino ad ora abbiamo parlato di PRP a carattere generale, e penso tu possa esserti già fatto una tua idea di massima. Ora approfondiremo l’applicazione del Plasma Ricco di Piastrine in campo tricologico. Gli studi su prp e alopecia androgenetica ci sono e anche i risultati sembrerebbero incoraggianti:

  • Ad esempio lo studio 4 del 2015 a cura dell’università Tor Vergata di Roma e durato 14 settimane, utilizza tutti i migliori standard a partire dal fatto che era in doppio cieco con un gruppo a placebo. Inoltre, consultando il link, puoi vedere come i criteri di selezione ed esclusione dei canditati erano molto rigidi e i monitoraggi sono stati effettuati con software e apparecchiature di primo livello. I risultati furono eclatanti con incrementi nell’ordine del 30% nella conta dei capelli e densità per centimetro quadrato. Sulla carta davvero ottimi valori, però secondo me un fattore molto rilevante da tenere in considerazione per valutare uno studio è il campione di riferimento e considerando che questa ricerca è stata svolta su 20 persone, divise a loro volta in 2 gruppi, di fatto solo 10 persone sono state sottoposte al PRP. Questo, a mio avviso, è poco attendibile dal punto di vista statistico.
  • Anche in quest’altro studio 5 i pazienti scelti secondo precise caratteristiche con interessanti incrementi di circa il 30% nella conta dei capelli e riduzione della caduta verificato sul 80% dei pazienti con pull test pre e post trattamento durato 3 mesi. Quindi ancora una volta risultati notevoli, ma lo studio è stato svolto su un campione di sole 11 persone. Gli stessi autori nelle conclusioni lo sottolineano dicendo quanto segue:

“Our study has some limitations. Trichoscopic hair evaluation could have given more objective results. Sample size is very small. Mean follow up of patients is also short to draw conclusion regarding the long-term effectiveness of treatment. Thus, further studies are needed with longer follow up and with large sample size.”

Quindi siamo a posto? L’AGA è sconfitta?

Ovviamente sono ironico, anche perché pure io sono nella tua stessa barca e quindi sarei ben felice se il PRP per i capelli fosse la soluzione definitiva. Ma, nonostante i lusinghieri risultati degli studi sopra citati, ho alcune perplessità in merito che ti elencherò sinteticamente di seguito:

  • Negli studi a favore, il campione di persone prese in esame è sempre piccolissimo.
  • Nei forum sulla calvizie tali risultati non trovano riscontro e le testimonianze su prp e capelli sono davvero poche. Anzi in genere la dinamica è questa: esce un nuovo trattamento, compare un utente che ha ottenuto risultati mirabolanti… poi scompare e nessun’altro li ottiene. Dalla mia partecipazione attiva quasi decennale nei principali forum di settore italiani e come lettore in quelli internazionali, posso dire che il massimo a cui sia ragionevole ambire sia un miglioramento della qualità e un rallentamento della caduta (e non è nemmeno certo…). Oltretutto quando vengono richieste foto dettagliate che attestino la veridicità di quanto affermato, casualmente si ottengono foto ingiudicabili o molto più spesso non si ottiene proprio nulla.

Io non vedo il problema a pubblicare foto con i propri risultati, e penso che navigando nel mio sito tu te ne sia certamente accorto.

PRP capelli costo

Il costo del PRP per i capelli si è considerevolmente ridotto rispetto ai primi periodi in cui comparve sul mercato, ma comunque ad oggi è ancora piuttosto oneroso come trattamento. Il prezzo di una seduta oscilla mediamente tra i 250 e i 300 €, ma considerato che viene eseguito a cicli di almeno 3 o 4 sedute, è evidente come sia ancora oggi molto costoso. Inoltre quando esce qualche nuova “variante” viene proposta a prezzi ancora più elevati.

PRP effetti collaterali

Una cosa su cui tutti gli studi concordano è che il ricorso a sedute di PRP comporta effetti indesiderati pressoché nulli. Questo è dovuto molto probabilmente al fatto che il gel piastrinico iniettato è ottenuto direttamente dal sangue del paziente e pertanto sono scongiurate reazioni allergiche o di rigetto.

Rivolgendosi a centri medici specializzati si possono inoltre evitare anche i rischi dovuti a inesperienza di chi esegue l’iniezione. Infatti un’iniezione mal eseguita può portare a rischi di infezione per mancato rispetto delle norme igieniche, fino ad arrivare a danni nervosi in caso di errore nell’individuare il corretto sito. Pertanto, qualora fossi interessato, ti esorto nuovamente a farti seguire da medici esperti.

Quindi il PRP per i capelli funziona veramente?

sangue cellule piastrine

Penso che ormai la mia opinione in merito a PRP per capelli (e non solo) ti sia chiara. Le teorie che ne sono alla base, hanno un razionale valido in quanto è appurata la capacità attribuita alle piastrine di liberare fattori di crescita e avviare processi rigenerativi.

Il punto su cui riflettere però, secondo me, è il seguente: ok, le piastrine hanno queste proprietà… ma chi ci dice che iniettandole in maggior concentrazione possano attivarsi e svolgere il loro compito?

Io sono dell’idea che “di più” non è necessariamente meglio e che, come le piastrine nel flusso sanguigno non si attivano a comando ma solo in determinate situazioni, non credo si sia ancora trovato il modo per far si che si attivino una volta immesse sotto forma di gel piastrinico.

Del resto anche studi scientifici recenti e molto accreditati sembrano esprimere dubbi sull’efficacia del PRP. Ne cito alcuni di seguito:

  • Comparativa 6 del 2015 a cura dell’Università di San Paolo (Brasile) che mette a confronto 19 trials fatti da diversi centri specializzati per un totale di 1088 partecipanti e la conclusione degli autori è che non ci sono sufficienti evidenze a supportare l’efficacia del PRP nel trattamento delle lesioni muscolo tendinee. Inoltre emerge come non ci sia ancora un metodo standardizzato e uniformemente accettato di preparazione del concentrato di piastrine.
  • Trial 7 del 2013 randomizzato in doppio cieco con 53 partecipanti per valutare l’efficacia del PRP nel trattamento di patologia al tendine d’Achille. La conclusione dice che non ci sono evidenze di benefici apportati dal concentrato piastrinico.
  • Systematic review 8 del 2014, ossia una sorta di “raccolta” dai principali database mondiali che prende in esame studi sull’utilizzo del PRP per trattare epicondiliti croniche. Nel caso specifico gli studi venivano valutati “di qualità” se ottenevano un punteggio PEDro (Physiotherapy Evidence Database) maggiore o uguale a 6. Ebbene su 6 studi presi in considerazione, ben 3 valutati di alta qualità e 2 di bassa qualità non mostrarono particolari benefici negli utilizzatori di PRP confrontati con i gruppi di controllo. Solo uno studio con punteggio di alta qualità mostrò benefici. Però per l’appunto anche qui sono 5 studi contro e solo 1 a favore.

Certo si potrebbe obiettare che gli studi citati non riguardano il tema PRP Capelli, però solo i 3 qui sopra mettono a confronto 26 ricerche per un totale di oltre 1200 persone contro le poche decine coinvolte in quelli relative ad applicazioni tricologiche.

Si potrebbe pensare che si tratti di studi “vecchi” e nel frattempo la tecnologia abbia fatto passi in avanti, ma anche questa analisi 9 del 2018, che ti invito a leggere, mette a confronto altri 6 studi sull’efficacia del PRP nel trattamento di infortuni muscolari per un totale di 374 pazienti. Anche qui con gruppi di controllo a placebo e i risultati non sono incoraggianti.

Anche solo basandosi sulla probabilità, ci sono decine di studi con migliaia di persone coinvolte dove non ci sono evidenze nell’efficacia di questi trattamenti, e per trovarne di favorevoli dobbiamo scavare per poi trovare trials fatti su 10 persone. Insomma… muscoli, tendini o capelli, qualche dubbio a mio modo di vedere è lecito.

La scienza ad oggi dice…”probabilmente no”…

L’affermazione qui sopra può non piacere ma ad oggi le evidenze sembrano dire questo.

Inoltre io amo essere informato sulle novità relative alle soluzioni contro la calvizie e leggo con estremo interesse le esperienze sul campo raccontate da altre persone… ma, come già accennato, testimonianze positive nei forum e nelle community se ne trovano pochissime. Risultati non se ne vedono a parte quei pochi studi che, guarda caso, sono sbandierati dai vari “fornitori” di trattamenti PRP ma che presentano i limiti che ho evidenziato.

A mio modo di vedere, il fatto che sia stato proposto inizialmente come un costoso trattamento per atleti d’elite ha fatto esplodere un “business” che si è allargato trovando terreno fertile soprattutto nel settore estetico e di conseguenza anche in tricologia… perché di fatto la caduta dei capelli è un problema di carattere meramente estetico.

Conclusioni

Spero che questa mia opinione contro corrente non ti scoraggi ma anzi, ti inviti eventualmente ad approfondire.

Certamente la medicina rigenerativa è ancora agli inizi e ancora molte ricerche sul PRP devono essere fatte perché, come ho più volte evidenziato, i concetti che ne stanno alla base sono senza ombra di dubbio interessanti. Ad oggi però la scienza non da ancora evidenze chiare.

Insomma, io sono del parere che il PRP al momento non rappresenta la soluzione per la caduta dei capelli ne tanto meno per l’alopecia androgenetica.

Come sempre, se hai chiarimenti da chiedere o se vuoi semplicemente raccontare la opinione sul tema PRP Capelli, lascia pure un commento nel box a fine pagina.

Per chi vorrà mostrare i propri risultati positivi ottenuti grazie al Plasma Ricco di Piastrine, sono disposto anche a pubblicarli su questo sito… ma ovviamente non mi accontenterò di 2 foto in croce. Chi volesse può utilizzare l’apposito modulo di contatto.

Finnikola

Finnikola

Autore Articolo

Ciao, sono il fondatore di CalvizieHelp che porto avanti per passione ormai dal 2016. Curo personalmente la scrittura e pubblicazione dei contenuti. Per avere maggiori informazioni su di me, clicca pure in questo box.

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Bibliografia:

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  2. Gentile, P., Garcovich, S., Bielli, A., Scioli, M., Orlandi, A. and Cervelli, V. (2015). The Effect of Platelet-Rich Plasma in Hair Regrowth: A Randomized Placebo-Controlled Trial. STEM CELLS Translational Medicine, 4(11), pp.1317-1323.
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